Stile Ostile. Riconoscere la violenza verbale nel mondo digitale

SCUOLA SECONDARIA DI SECONDO GRADO

Che cos’è la violenza verbale? Come si manifesta? E soprattutto, come si “disinnesca”?
Questo laboratorio è incentrato sull’hate speech in contesti digitali, con una particolare attenzione ai social network.

STEP by STEP

Di seguito sono spiegati tutti i passaggi per svolgere correttamente la sfida: da solo o in compagnia, con l’insegnante o con gli amici.

Hai bisogno di assistenza? Scrivici una mail a academy@fem.digital o un messaggio su Facebook

Docente e studenti consultano i materiali didattici che definiscono le modalità di lavoro e impostano il lavoro per la sfida.

Tutti i materiali necessari per l’attività sono disponibili presso http://doccano.fem.digital .
Cliccando su LOGIN in alto a destra è possibile accedere alla pagina di autorizzazione. È possibile fare il login tramite il proprio account Google; in alternativa, potete richiedere un account contattandoci @@@@. Una volta entrati, selezionare il dataset “Stile Ostile” per svolgere l’attività.
Il dataset, costruito dall’Università di Torino per il progetto HaSpeeDe, contiene messaggi postati su Facebook e Twitter, alcuni dei quali contenenti violenza verbale.

Ogni studente annota i messaggi contenuti nel dataset seguendo le linee guida riportate qui sotto.

LINEE GUIDA
Scopo dell’attività è assegnare ad ogni messaggio una o più etichette che descrivono la tipologia e la funziona dell’eventuale violenza verbale presente nel messaggio, cliccando sulle etichette mostrate nella barra sopra ad ogni messaggio.
Attenzione: non tutti i messaggi contengono violenza verbale!
L’annotazione comprende le seguenti etichette:

Violento | Non violento: con queste etichette si indica se il messaggio contiene o non contiene violenza verbale.

Sfogo | Enfasi | Banter | Offesa: queste etichette si riferiscono alla funzione della violenza verbale presente nel messaggio. Le quattro funzioni sono descritte nelle slide contenuti nei materiali didattici.

Razzismo | Discriminazione religiosa | Omofobia | Sessismo | Abilismo: queste etichette si riferiscono alla categoria della violenza verbale presente nel messaggio. Un messaggio può contenere più di una categoria.

Ogni studente seleziona un numero di messaggi (ad es. 5 a testa), che dovrà poi riscrivere eliminando la violenza verbale presente nell’originale seguendo le linee guida del Manifesto di Parole Ostili. La classe apre dunque un documento collaborativo all’interno dell’ambiente Google Classroom per riversare le rielaborazioni dei messaggi.
Ad esempio: “Apri quella diavolo di finestra!” potrebbe essere riscritta in “Apri (quel)la finestra!”/”Potresti aprire la finestra?”


PARTECIPA

Finita la riscrittura dei messaggi, la classe si confronta con il/la docente, e insieme si decide quali riscritture sono più efficaci. Nell’esempio precedente, la versione “Potresti aprire la finestra?” vincerebbe su “Apri (quel)la finestra!”, poiché meno ostile e più “civile”.

Nell’esempio che fate si passa da una espressione aggressiva ad una gentile, con la via di mezzo della comunicazione neutra. Oltre alla trasformazione delle parole, che vanno nella direzione di una maggiore empatia (altra dimensione valutabile), devono poi utilizzare Doccano per raggiungere lo scopo.

I tre parametri quindi potrebbero essere:
1 – Utilizzare correttamente Doccano
2 – Identificare le espressioni violente
3 – Trasformare le espressioni (direzione: empatia)


DEADLINE

Ogni sabato @ 11.30

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Questions & Answers

Da definire

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