Personalized english. È possibile imparare l’inglese con la linguistica?

Prova ad immaginare di imparare l’Inglese utilizzando un software che ti insegni la grammatica, la sintassi e il lessico semplicemente analizzando alcuni testi attraverso strumenti informatici.
Nulla di inventato, succede per davvero. Il workshop, dopo una prima introduzione, darà infatti la possibilità di studiare ed imparare l’Inglese semplicemente leggendo e analizzando - con strumenti di linguistica computazionale - dei testi a scelta dei partecipanti.
Ready? Steady? GO!
A cura di Matteo Di Cristofaro, linguista computazionale presso Future Education Modena e docente presso Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia. Ha un PhD in Linguistica (Lancaster University) con una tesi sul turpiloquio in Italiano. Ha lavorato come ricercatore in diversi progetti interdisciplinari in Italia e all’estero, collaborando con discipline quali Giurisprudenza, Criminologia, Economia, Storia, Sociologia, oltre che con enti locali ed internazionali - Global Drug Policy Observer (Swansea), United Nations Interregional Crime and Justice Research Institute (Ginevra), Center for Terrorism & Security Studies (Boston). Specializzato in linguistica computazionale e cognitiva, si interessa di analisi del linguaggio in contesti applicativi, declinati anche ad ambiti non-accademici (consulenze forensi, archivi relativi al patrimonio culturale, installazioni artistiche).

Perché siamo fatti così?

La nostra storia evolutiva spiega perché siamo (e ci crediamo) così speciali.

Anche se la teoria dell’evoluzione ci ha ormai revocato lo status di “figli prediletti” del creato, rivelando il legame evolutivo che unisce tutte le specie viventi del pianeta, la questione della nostra apparente unicità rimane il terreno di un acceso dibattito.

Il nostro cervello porta con sé la traccia di tutta la storia evolutiva che ci precede, e tuttavia ci ha dotato di capacità linguistiche, cognitive e culturali che non hanno eguali nel regno animale.

Come siamo arrivati a questo? Le ricerche più recenti sottolineano come l’uomo moderno sia il risultato niente affatto scontato di un percorso accidentato e ricco di sorprese.

A cura di Andrea Tinterri, esperto di neuroscienze in Future Education Modena. Ha un Ph.D in Neurobiologia dello Sviluppo, conseguito all’Ecole Normale Supérieure di Parigi. Ha una laurea specialistica in Neuroscienze Cognitive ottenuta presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano ed una laurea in Filosofia all’Università di Siena. Tra i suoi soggetti di ricerca figurano la neurobiologia dell’evoluzione, il rapporto fra le neuroscienze e le arti, la creatività ed il metodo scientifico. Si occupa di divulgazione della scienza in collaborazione con diversi enti locali.


Creatività + linguistica: nuovi approcci per stimolare la scrittura

“È uno stupido povero” vs “è un povero stupido”. La posizione di un aggettivo o di un nome, molto spesso, cambiano il significato dell’intera frase. Nasce da qui l’idea di creare un’attività per insegnare attraverso l’uso di testi di narrativa le dinamiche linguistiche che regolano significati e connotazioni del lessico. L’idea, infatti, è quella di stimolare la scrittura creativa a partire dall’analisi lessicale e sintattica di testi di narrativa contemporanea che, attraverso strumenti di linguistica computazionale, vengono analizzati per quantificare le relazioni tra le parole contenute nello stesso testo. Il risultato finale? Quelle “reti di parole” (come nella figura qui sotto) che semplificano la comprensione delle interazioni tra le parole.

Tutto questo, poi, tornerà utile nella seconda fase del laboratorio in cui metteremo in pratica le conoscenze linguistiche acquisite dall’analisi dei testi attraverso un’attività di scrittura creativa aiutata ed informata dalle stesse “reti di parole”.

Figura1 | “Rete di parole” per volpe, elaborata da “Favole di Esopo”. Il grafico mostra quali parole sono collegate alla parola volpe; la distanza tra volpe e una parola indica la “forza” del collegamento (basata su un calcolo statistico). Cliccando su una parola è possibile visualizzare tutti le frasi nelle quali volpe è usata con tale parola.

A cura di Matteo Di Cristofaro, linguista computazionale presso Future Education Modena e docente presso Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia. Ha un PhD in Linguistica (Lancaster University) con una tesi sul turpiloquio in Italiano. Ha lavorato come ricercatore in diversi progetti interdisciplinari in Italia e all’estero, collaborando con discipline quali Giurisprudenza, Criminologia, Economia, Storia, Sociologia, oltre che con enti locali ed internazionali – Global Drug Policy Observer (Swansea), United Nations Interregional Crime and Justice Research Institute (Ginevra), Center for Terrorism & Security Studies (Boston). Specializzato in linguistica computazionale e cognitiva, si interessa di analisi del linguaggio in contesti applicativi, declinati anche ad ambiti non-accademici (consulenze forensi, archivi relativi al patrimonio culturale, installazioni artistiche).


Coding urbano. Come programmare una città intelligente

Come programmare una città intelligente

Ti interessa la domotica? Questo è il workshop che fa per te.

Utilizzeremo Arduino per costruire e dare vita ad un modellino di edificio reale. I partecipanti verranno messi messi di fronte alla necessità di personalizzare e implementare il proprio modellino a partire dal taglio e la sagomatura di uno stampo che, attraverso una gamma di microcontrollori, prenderà vita.

Curiosi di imparare a programmare la microelettronica applicata?

Il workshop è rivolto ad un pubblico con età compresa tra 11 e 14 anni.

A cura di Giordano Vignoli.


Rompere la scatola e rompere le scatole: la linguistica del turpiloquio

La linguistica del turpiloquio: evoluzione, significati e connotazione delle parole
Il turpiloquio è un'area della lingua fortemente legata alle emozioni: possiamo usare le parolacce tanto per offendere quanto per rafforzare un rapporto. Tutto ció avviene peró all'interno della lingua, seguendo quella "grammatica" alla quale ricorriamo anche quando non usiamo le parolacce. È dunque possibile utilizzare le parolacce per capire meglio come la lingua funziona ed evolve? E se sì, quali meccanismi differenziano le parolacce dalle non-parolacce?

Attraverso questo workshop esploreremo alcuni processi cognitivi della lingua sfruttando un approccio controintuitivo: capiremo quali meccanismi determinano i significati e la connotazione delle parole, e come la lingua cambi ed evolva ogni qualvolta la utilizziamo.

Perché ad esempio la frase rompere la scatola viene percepita in maniera diversa da rompere le scatole? E perché proprio le scatole?

A cura di Matteo Di Cristofaro, linguista computazionale presso Future Education Modena e docente presso Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia. Ha un PhD in Linguistica (Lancaster University) con una tesi sul turpiloquio in Italiano. Ha lavorato come ricercatore in diversi progetti interdisciplinari in Italia e all’estero, collaborando con discipline quali Giurisprudenza, Criminologia, Economia, Storia, Sociologia, oltre che con enti locali ed internazionali – Global Drug Policy Observer (Swansea), United Nations Interregional Crime and Justice Research Institute (Ginevra), Center for Terrorism & Security Studies (Boston). Specializzato in linguistica computazionale e cognitiva, si interessa di analisi del linguaggio in contesti applicativi, declinati anche ad ambiti non-accademici (consulenze forensi, archivi relativi al patrimonio culturale, installazioni artistiche).


Ti leggo la mente

Le tecniche di indagine del cervello escono dai laboratori ed entrano nelle nostre vite

Il cervello umano possiede una sofisticata architettura che utilizziamo per interpretare le informazioni provenienti dai sensi e navigare nel mondo. Per comprendere il funzionamento di questo organo straordinario, i ricercatori nel campo delle neuroscienze hanno sviluppato tecnologie che consentono di osservare l’attività del nostro cervello in tempo reale. Oggi, queste tecnologie trovano applicazione in diversi ambiti, che spaziano dalle interfacce cervello/computer (BCI), all’apprendimento, alle arti, al wellness, fino al gaming. In questo workshop non soltanto potremo scoprire in prima persona come sia possibile leggere e modulare l’attività del nostro cervello, ma cercheremo di capire (i) come si è sviluppata e come funziona oggi la ricerca sul cervello (ii) quali vantaggi possono offrire le tecniche di indagine neuroscientifica applicate a nuovi contesti (iii) quali sono i futuri scenari offerti da questa tecnologia, soprattutto se combinata a nuove tecnologie come la realtà virtuale. L’obiettivo è di prepararci ad un futuro in cui le porte del nostro cervello saranno sempre più accessibili alla tecnologia.

A cura di Andrea Tinterri esperto di neuroscienze presso Future Education Modena. Ha un Ph.D in Neurobiologia dello Sviluppo, conseguito all’Ecole Normale Supérieure di Parigi. Ha una laurea specialistica in Neuroscienze Cognitive ottenuta presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano ed una laurea in Filosofia all’Università di Siena. Tra i suoi soggetti di ricerca figurano la neurobiologia dell’evoluzione, il rapporto fra le neuroscienze e le arti, la creatività ed il metodo scientifico. Si occupa di divulgazione della scienza in collaborazione con diversi enti locali.


Animali fantastici e come programmarli

Imparare a conoscere le caratteristiche degli insetti e degli artropodi tramite il coding e la micro elettronica.

Tramite una scelta di diverse componenti fisiche prodotte con una macchina a taglio laser, si arriva alla creazione di fantasiosi animali insettiformi i quali, grazie al micro-controllore Arduino, vengono messi in movimento.

Il workshop è rivolto ad un pubblico con età compresa tra 8 e 10 anni.

A cura di Giordano Vignoli.


Innovare l’analisi testuale: buone pratiche di linguistica computazionale

Future Education Modena è un centro internazionale per l’innovazione in campo educativo.

Conosci #LancsBox? È un software di analisi testuale e linguistica. Scegli il testi, imposti la lingua e sei pronto a divertirti e sperimentare lo studio della linguistica computazionale.

A partire dallo studio teorico e metodologico dell’analisi, il workshop è pensato per trasmettere e insegnare le tecniche, i piccoli segreti e gli errori da evitare per mettere in piedi un vero e proprio progetto di linguistica computazionale.

Come devo raccogliere i testi da analizzare? Come devo “pulirli”? Quali testi devo raccogliere per rispondere alle mie domande? Quanto la struttura dei dati (e metadati) influenza i risultati dell’analisi?

Daremo una risposta a queste e molte altre domande, con le quali inizieremo a costruire la forma mentis necessaria per poter capire correttamente le intersezioni tra linguaggio umano e computer, oltre che alle differenze tra questi.

Chi lo cura?

A cura di Matteo Di Cristofaro, linguista computazionale presso Future Education Modena e docente presso Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia. Ha un PhD in Linguistica (Lancaster University) con una tesi sul turpiloquio in Italiano. Ha lavorato come ricercatore in diversi progetti interdisciplinari in Italia e all’estero, collaborando con discipline quali Giurisprudenza, Criminologia, Economia, Storia, Sociologia, oltre che con enti locali ed internazionali - Global Drug Policy Observer (Swansea), United Nations Interregional Crime and Justice Research Institute (Ginevra), Center for Terrorism & Security Studies (Boston). Specializzato in linguistica computazionale e cognitiva, si interessa di analisi del linguaggio in contesti applicativi, declinati anche ad ambiti non-accademici (consulenze forensi, archivi relativi al patrimonio culturale, installazioni artistiche).


Animali fantastici e come programmarli

Imparare a conoscere le caratteristiche degli insetti e degli artropodi tramite il coding e la micro elettronica.

Tramite una scelta di diverse componenti fisiche prodotte con una macchina a taglio laser, si arriva alla creazione di fantasiosi animali insettiformi i quali, grazie al micro-controllore Arduino, vengono messi in movimento.

Il workshop è rivolto ad un pubblico con età compresa tra 11 e 14 anni.

A cura di Giordano Vignoli.


Edutainment thinking

Perché l’apprendimento divertente crea comunità intelligenti?
Come progettare un’ esperienza educativa unendo divertimento e apprendimento.

In fondo cos’è la vita se non uno dei giochi più fantastici e rischiosi che si possano immaginare? Ogni mossa non è ripetibile e ti lascia i segni per sempre. Inserire il gioco all’interno di una comunità è l’azione più seria che possiamo realizzare.

Affidarsi all’immaginazione, leggere la realtà con lenti originali per confrontare mondi eterogenei, aiuta ad interpretare la complessità con sguardo più ampio. Questo vale anche nell’ambito dell’apprendimento, dove una prospettiva ludica affiancata a un contesto di acquisizione di conoscenza, potenzia le competenze e stimola il pensiero.

Crisi e incertezze, quarta rivoluzione industriale, modalità digitali, richiedono oggi un approccio formativo e un management lontano dai canoni della lezione frontale o dei metodi tradizionali che, per quanto consolidati, non riescono più a rappresentare una realtà sempre più composita e articolata.

Lo stesso si può dire per il ripensamento in chiave moderna della User Centered Design che se alimentata dal gioco diventa azione rivoluzionaria di ogni esperienza umana.

A cura di Iader Giraldi, imprenditore della conoscenza, autore, regista teatrale e cinematografico, sceneggiatore e produttore di cinema, art director e consulente di marketing e comunicazione, propone, per la prima volta in Italia, una lettura dell’Edutainment applicata al management e al design di esperienze. Forte di una storia decennale multidisciplinare, costruisce percorsi originali ed efficaci, applicabili alla comunicazione d’impresa, all’apprendimento formativo e al change management. Fondatore di Zeranta Edutainment srl e di Voxel Network, co-working dell’immaginario.